Armenia

Mi presento

La musica è...

Come sopra così sotto

Ho capito di essere un infiltrato nel mondo delle macchine e dell'elettronica. Di base un sovversivo. Vado verso l'uomo e tutto viene adeguato a questo fine in vari modi e vie.
Installo un virus umano e vado al risultato. Allora le macchine, sia software che hardware, cominciano a piegarsi, a scaldarsi e a diventare vive. A volte è sorprendente. Un'operazione alchemica ai miei occhi.
Comanda il Saggio. Sullo sfondo il Bambino e il Catastrofista.

La musica è per Armenia uno strumento di descrizione e conoscenza che attraversa il tempo. È movimento e quiete. Suono ma silenzio. L’elettronica e il computer sono intesi come meravigliosi strumenti facilitatori della creatività.
È dai primi anni '80 che sperimenta con il timbro dei sintetizzatori e dei campionatori. Ha scritto e suonato inizialmente canzoni in duo a Genova con la sorella Luisa Armenia: la prima formazione elettronica si chiamava "Elettra" e la prima raccolta di brani "Tempo spazio", risalente al 1984; successivamente, diventati "Distesa", i due hanno prodotto gli album "Senza paura", "Obbedienti a noi stessi", "Non andrò via da qui". Di questo collettivo ha inoltre fatto parte anche Gloria Fondacaro per la parte visuale (foto e diapositive) e come performer dal vivo (azione scenica). Nelle esibizioni live i "Distesa" hanno allargato nel 1990 per un certo periodo la formazione includendo Massimo Baldi (chitarra elettrica), Alessandro Benatti (batteria), Guido Bruzzone (basso), Salvatore Fratìa (chitarra elettrica).
Dopo il naturale esaurirsi della forza propulsiva dei Distesa, Armenia si è sempre più dedicato a produzioni elettroniche soliste in studio, a partire dall'iniziale album "Alterazione estetica" per continuare con "Ecolalia", "Mantra".
"A new beginning" è il lavoro che ha pubblicato e presentato al pubblico e alla rete Internet nel 2011, distribuito da "Believe Digital": un lavoro organico, che va letto più come un insieme, una visione complessiva. È il primo parto di una nuova serie: brani strumentali in chiaroscuro, energici, densi, inquietanti come il 1984 del romanzo di Orwell a cui somiglia la società odierna, permeati da un suono stratificato e a tratti claustrofobico che si addolcisce (ma solo in parte) nelle ultime tracce dell'album e che tende volutamente a non indulgere nelle soluzioni armoniche e melodiche che pure delinea.
Il 2013, grazie al provvidenziale incontro con l'associazione "Duplex Ride", diventa l'anno del ritorno all'attività live e a un'attenzione all'utilizzo sperimentale ed espressivo dell'immagine. Il materiale strumentale di "A new beginning" viene ora presentato dal vivo con nuovi arrangiamenti che cercano di coinvolgere e impressionare lo spettatore sul piano fisico, emotivo e mentale, avvalendosi dell'apporto del video che racconta e sottolinea i temi e i significati sottesi a ogni brano.
Nel Febbraio 2015 è arrivato "Reboot", il primo album dal vivo elettronico di Armenia, disponibile nei negozi digitali e su CD autoprodotto.
Durante la ricerca del gig perfetto, dopo aver memorizzato digitalmente in varie occasioni la performance elettronica, il primo live set del 2015 si è palesato come quello da immortalare per una magica combinazione di caratteristiche: il feeling e il calore giusto, l'intimità, la partecipazione del pubblico e l'ottimo master audio che ne restituisce l'energia.
Un nuovo album ("We are still machines") è attualmente in fase di lavorazione.

Armenia

Armenia coniuga un approccio molto istintivo e intuitivo con la cura meticolosa di un quadro sonoro avvolgente ed emotivo. Le strutture musicali sono solitamente semplici e d’impatto. La ripetizione seriale e al contempo la ricerca della differenza sono due cifre stilistiche dominanti. In questo contesto il ritmo assume una funzione trainante e di amalgama. L’attenzione alla percezione del mondo e all'interpretazione dell'Essenza traspare dai messaggi espliciti e impliciti che sono veicolati dalle singole composizioni.
Armenia potrebbe essere definito oggi un apprendista Orfeista.


Un documento dal passato... i DISTESA (1998)

La breve autobiografia formulata dai DISTESA nel 1998 per il sito Cantine, nato nel lontano 24 settembre 1997...

Distesa

Febbraio 1983

Febbraio 1983 è la data di nascita del gruppo musicale degli Elettra, divenuti poi Distesa nel 1987.
La band è da sempre composta dai due fratelli Armenia, residenti a Genova:

Antonio ama manipolare aggeggi elettronici; ha cominciato con un vecchio organo Bontempi avuto in maniera avventurosa intorno ai 13 anni, grazie alla distrazione di una commessa di un grande magazzino (mancava provvidenzialmente uno zero al prezzo segnato sullo strumento). Lavora impostando sequenze e navigando tra i suoni.
Lù, dotata di un timbro vocale piuttosto particolare, incarna la parola e la voce del gruppo.

La prima volta

La prima volta che ci esibimmo fu nell'Aula Magna del liceo scientifico G. D. Cassini, a Genova, armati di un minuscolo Casio PT-20 e un vecchio synth Siel preso a prestito da un altro gruppo: all'ultimo minuto saltò tutta la programmazione del piccolo Casio, mandandoci nel pallone e costringendo Antonio a suonare nella semioscurità su dei tasti microscopici, mentre a Luisa tremava la voce dall'emozione. Fu il nostro battesimo!

Casio PT 20

Siel Cruise

La nascita

I Distesa si sono trovati un giorno ad esistere, scaturiti improvvisamente dalle motivazioni inconsce dei componenti e grazie alle possibilità messe in gioco dall'istinto.
Il risultato è stato lo svolgimento, nell'arco di una quindicina d'anni, di una storia musicale che non è mai arrivata agli onori della ribalta ma che non si è ancora esaurita, nonostante la nostra palese difficoltà a trovare interlocutori e spazio sia nel mondo della discografia ufficiale che in quello underground cittadino.

Il genere musicale

Il nostro problema (se è un problema) è di non condividere alcun genere musicale specifico e alcun filone di moda, neppure nell'ambito della cosiddetta "musica alternativa".
Le canzoni dei Distesa sono perciò di difficile collocazione: si può dire che esprimono un alto grado di contaminazione tra le influenze musicali più varie, quali il pop, il rock, le atmosfere dark ed etniche e si avvalgono di testi originali in italiano, dando origine a una sorta di canzone d'autore contemporanea che non rientra in alcun canone predefinito.

New Age?

Qualcuno ha provato a classificare la nostra musica come "New Age", "Pop Evanescente", eccetera...
Però, in generale, a noi sembra che le etichette non centrino mai l'obiettivo e lascino il tempo che trovano. Le nostre sono semplici canzoni e la musica, secondo il nostro modesto parere, scorre indipendentemente, trovando una giustificazione del suo essere solo nello spirito di chi la crea.
Ma "chi" crea la musica in realtà?

Cosa significa Distesa

Noi intendiamo Distesa come la metafora di un luogo, di una regione di confine, dello spazio al di là della percezione ordinaria: il luogo da cui origina la musica.
Oggi ci appare più chiaro come le cose che scriviamo siano in qualche modo dettate dal richiamo di questo luogo perduto, che implica la completezza e la totalità dell'essere.
La scelta della preponderanza di questo tema è in realtà per noi una non-scelta: è piuttosto una spinta naturale che nel tempo ha trovato una sua possibile espressione nella musica.

1990: il gruppo allargato

Rilevante nella nostra storia dal punto di vista concreto è che nel 1990 abbiamo provato a mettere il naso fuori dalla porta di casa e ad allargare l'organico del gruppo, dando origine a una classica formazione pseudo-rock:

Basso: Guido Bruzzone
Batteria: Alessandro Benatti
Chitarra: Massimo Baldi e poi Salvatore Fratìa
Tastiere: Antonio Armenia
Voce: Luisa Lù Armenia


L'esperimento è durato però solo un paio d'anni, dato che non ha prodotto grandi risultati; forse per il fatto di non aver incontrato le persone giuste al momento giusto; o forse per non essere riusciti ad amalgamare le idee più diverse che l'ego di ogni componente di un gruppo musicale tende a portare e che, alla fine, non governate, producono confusione. In sostanza, è stata un'occasione mancata.
In quel periodo avevamo affittato una sala prove, o meglio, quattro muri umidi e scrostati nella zona del Veilino, a Genova, ad un prezzo da estorsione e per più sere alla settimana salivamo carichi di entusiasmo fino a quel posto sperduto, sotto il ponte dell'autostrada e alle spalle del cimitero di Staglieno.
Abbiamo seguito la solita trafila di tutte le band della città: feste dell'Unità, concerti con dieci e più gruppi sul palco suonando un quarto d'ora a testa, selezioni e pseudo-concorsi.
È stato un bel momento, magico e istruttivo, che ha significato per noi la condivisione con altri musicisti delle canzoni già scritte e della grande emozione delle prove e del pubblico che assiste ai concerti.

Lo sviluppo successivo

Dal 1992 siamo quindi tornati alla dimensione casalinga della sperimentazione a due, cercando di far tesoro dell'esperienza acquisita.
Da allora ci siamo maggiormente impegnati nella produzione e nella registrazione delle canzoni, molte delle quali sono state più volte riarrangiate con il passare del tempo di pari passo con l'evoluzione del nostro gusto personale.
Ci siamo addentrati nella tecnologia per riuscire ad essere indipendenti e creare da soli il suono in grado di esprimere al meglio ciò che sentiamo.

Un nuovo corso: musica e immagine

Postoci questo obiettivo e aperti all'esplorazione di nuovi orizzonti, abbiamo voluto vestire le canzoni in un modo per noi inusuale, cercando di renderle più "leggere" e improntate ad un'urgenza d'azione prossima alla danza.
Parallelamente abbiamo avvertito l'esigenza di approfondire anche il lato visivo del nostro spettacolo, decidendo di utilizzare durante i concerti sequenze di diapositive in dissolvenza e piccole coreografie.
Abbiamo quindi suonato nuovamente nei locali di Genova, rosicchiando spesso lo spazio necessario tra sedie e tavolini e le ultime volte all'Expò, vicino al mare, immersi in uno scenario accattivante.

Facili o difficili?

Nonostante i nostri cambiamenti, continuiamo ad essere stranamente considerati un gruppo troppo "difficile" o, al contrario, troppo "facile". Ai posteri l'ardua sentenza. A noi non resta che seguire il sentiero del cuore.

La strumentazione

Creator

Alcuni dati tecnici. L'assetto del nostro gruppo prevede l'utilizzo di:

Basi realizzate tramite computer Atari, un gruppo di expander multitimbrici e un campionatore Roland su mini-disc. Durante gli spettacoli Antonio suona parti di sintetizzatore in diretta.
Effettistica per la voce: nella strumentazione di Lù in studio e dal vivo spicca la presenza del Vocalist Digitech.
Proiezione di diapositive tramite sistema Kindermann posizionato sul palco o nei pressi.

Attualmente

Oggi (N.d.R.: inteso nel 1998) la band continua a produrre la propria musica in modo indipendente e tiene discontinuamente concerti; per essi si avvale dal 1992 della stretta collaborazione di Gloria Fondacaro, che si occupa di esplorare le possibilità espressive del corpo e dell'immagine, utilizzando come strumenti la fotografia e la rappresentazione scenica. Le immagini presenti nel nostro sito (N.d.R.: oggi non più esistente) sono frutto del suo impegno e della sua ricerca.

Posted: March 19th, 2013
Author: Armenia

Updated: February 16th, 2017
Author: Armenia